Informazioni personali
- Maeroby
- " Cos’è questo blog? Per me è il principale strumento di lavoro" Ho sempre fatto la maestra e ormai sono passati più di trent'anni. Sposata con Piero, due figli e ( per fortuna) ancora tanta voglia di fare per imparare il mio mestiere. Laureata in METODI E TECNICHE DELLE INTERAZIONI EDUCATIVE alla IULINE di Firenze:un'avventura che mi ha segnato nel profondo. Allora ho proseguito:MASTER di Primo Livello in Educazione e Formazione Pedagogia 2.0 e Laurea Magistrale in Innovazione Educativa ed Apprendimento Permanente.Ora lavoro sia alla Primaria sia presso UNIMIB come tutor coordinatore di Tirocinio per studenti di Scienze Formazione Primaria.
Visualizzazione post con etichetta alunni primaria. Mostra tutti i post
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lunedì 15 giugno 2015
lunedì 1 giugno 2015
sabato 16 maggio 2015
sabato 25 aprile 2015
25 aprile 2015
Il nostro 25 aprile è iniziato stamattina alle ore 9.00 in piazza alla Chiesa. Abbiamo indossato le coccarde preparate per l'occasione.
Dopo la Messa abbiamo partecipato al Corteo. La Banda suonava "O bella ciao" e noi la seguivamo. Poi siamo arrivati davanti al Monumento ai Caduti e c'è stato il momento del silenzio. La Banda ha suonato "La Canzone del Piave" e il nostro inno che abbiamo cantato. Infine eccoci insieme a declamare la poesia scritta da R. Follerau che noi abbiamo riportato sui sassi. Come gli ebrei lasciano i sassi sulle tombe dei defunti, così noi abbiamo lasciato i nostri davanti al monumento.
Qualche mamma (e non solo) si è commossa fino alle lacrime...

Dopo la Messa abbiamo partecipato al Corteo. La Banda suonava "O bella ciao" e noi la seguivamo. Poi siamo arrivati davanti al Monumento ai Caduti e c'è stato il momento del silenzio. La Banda ha suonato "La Canzone del Piave" e il nostro inno che abbiamo cantato. Infine eccoci insieme a declamare la poesia scritta da R. Follerau che noi abbiamo riportato sui sassi. Come gli ebrei lasciano i sassi sulle tombe dei defunti, così noi abbiamo lasciato i nostri davanti al monumento.
Qualche mamma (e non solo) si è commossa fino alle lacrime...
martedì 21 aprile 2015
sabato 4 aprile 2015
BUONA PASQUA
PAPA
FRANCESCO
UDIENZA
GENERALE
Piazza
San Pietro
Mercoledì, 3 aprile 2013
Mercoledì, 3 aprile 2013
“Purtroppo, spesso si è cercato di oscurare la fede nella
Risurrezione di Gesù, e anche fra gli stessi credenti si sono insinuati dubbi.
Un po’ quella fede “all’acqua di rose”, come diciamo noi; non è la fede forte.
E questo per superficialità, a volte per indifferenza, occupati da mille cose
che si ritengono più importanti della fede, oppure per una visione solo
orizzontale della vita. Ma è proprio la Risurrezione che ci apre alla speranza
più grande, perché apre la nostra vita e la vita del mondo al futuro eterno di
Dio, alla felicità piena, alla certezza che il male, il peccato, la morte
possono essere vinti. E questo porta a vivere con più fiducia le realtà
quotidiane, affrontarle con coraggio e con impegno. La Risurrezione di Cristo
illumina con una luce nuova queste realtà quotidiane. La Risurrezione di Cristo
è la nostra forza!”
...E QUELLA FORZA CHE NON FA SMETTERE AI CRISTIANI PERSEGUITATI DI CONTINUARE A CREDERE E CHE NOI OCCIDENTALI ABBIAMO PERSO...
![]() |
| Resurrezione di Cristo- P. della Francesca-particolare |
martedì 31 marzo 2015
lunedì 16 marzo 2015
Lunedì 9 marzo 2015
Quel giorno la Maestra Roberta era assente, per colpa di un esame, quindi noi raccontiamo l'esperienza che abbiamo vissuto: il POST di oggi lo scriviamo noi!
Lunedì 9 marzo dopo l'intervallo abbiamo avuto una lezione di PRIMO SOCCORSO.
OGNI GIORNO UN' AVVENTURA NUOVA
Ieri in una giornata e mi verrebbe da dire splendida,alle ore 10:20 hanno fatto il loro ingresso dalla porta due signori della Croce Bianca; noi sapevamo che dovevano arrivare,ma non conoscevamo com' era il loro aspetto fisico e cosa ci volevano mostrare.
NICOLE CASTEGNA
VITTORIO E FAUSTO: I VOLONTARI
Ieri alle 10:30 sono arrivati due volontari della CROCE BIANCA di Biassono.
Il più giovane si chiamava Vittorio ed era "soccorritore, autista."
Il più vecchio che si chiamava Fausto era solo volontario.
Erano vestiti con una tuta arancione, pensionati e molto seri.
LUCA CONTE
GLI EROI DELLA CROCE BIANCA
Avevano una divisa bellissima di un arancione fosforescente che sembrava il ferro ancora incandescente quando lo stanno lavorando
ELEONORA IONFRIDA
UN' ESPERIENZA DA VOLONTARIO
Sono entrati, si sono presentati e via subito con il lavoro.
Spiegavano in modo semplice e significativo, facevano i gesti con le mani.
In un primo momento mi annoiavo e me ne stavo lì imbambolata, poi piano piano mi interessavo di più.
EVA
UN'ESPERIENZA PER CRESCERE
Alla fine di tutta questa spiegazione mi sentivo più pesante di informazioni.
Secondo me si sono comportati meglio che potevano, avevano un linguaggio piuttosto semplice e per bambini erano anche allegri e simpatici.
ALYSSA CACIOPPO
UN GIORNO DI CROCE BIANCA
Sono venuti a farci una lezione per imparare come ti devi comportare se ti capita un incidente/infortunio;devi chiamare il 112 che ti mette in corrispondenza con i numeri 113,115,118, quando rispondono devi raccontare:
-Dove ti trovi
-Cos'è successo
-Quando è successo
-numero di persone coinvolte
-La persona se parla o no
-Età
GIULIA FAVORIDO
LA CROCE BIANCA E IL 112 CI AIUTANO TANTO
Parlando parlando e parlando ci fece fare una prova due volte.
La prima Giulia, Conte e Migliaccio.
Poi me, Eva e Riccardo.
Io feci il 112, Eva l'amica dell' infortunato e Riccardo la vittima.
E' stato interessante simulare una situazione di pericolo.
Facendo il 112 avevo l'impressione di poter salvare una vita umana.
Mi sentivo capace di aiutare le persone:era una bella sensazione.
E' stato molto utile.
ANDREA RESNATI
PERSONE AMMIRABILI
La parte che più mi ha accattivato è stato quando: una persona faceva il ferito, l' altra il suo amico e il terzo faceva la Croce Bianca.
Mi ha catturato particolarmente perchè mentre "recitavamo", imparavamo come comportarci durante una situazione grave, anche se eravamo bambini.
La voce dell' adulto durante certe situazioni mi faceva sentire sicura, perchè capivo che non ero sola.
FEDERICA CASSANMAGNAGO
UNA GIORNATA DI SOCCORSO
Poi ci spiegarono cosa significavano i codici ROSSO,VERDE,GIALLO.
VERDE significava non tanto grave quindi l'ambulanza poteva andare a velocità normale;
GIALLO voleva dire che era piuttosto grave e che l'ambulanza doveva sbrigarsi;
ROSSO significava sirene a tutto gas e via sparati perchè poteva essere anche mortale.
Poi un nostro compagno ci ha detto che c'erano anche altri due codici cioè ARANCIONE E NERO.
ARANCIONE voleva dire contaminato;
NERO significava che ormai era troppo tardi e che il malato era morto.
E' stato interessante sapere cosa significavano quei segni così in futuro se ne avremo bisogno, sapremo cosa vogliono dire.
SILVIA CHINELLO
GLI EROI DELLA STRADA!!
Sostengono che degli stupidi chiamano l'ambulanza per niente,ma se qualcuno è a rischio di vita l'ambulanza va da quelli che la chiamano per niente, quello che sta morendo deve aspettare, magari nel frattempo perde la vita!
A me questa cosa infastidisce molto, perché ci sono persone che non riflettono sulle conseguenze delle loro azioni.
LUCA D
UNA GIORNATA DA VOLONTARI
In seguito ci siamo divisi in due gruppi.
Io sono stata di sopra con Fausto e ci ha mostrato lo zaino del pronto soccorso contenente la garza,dei tubicini che servono quando a qualcuno va di traverso un cibo, l'ambu che serve per mandare ossigeno alla persona, il saturimetro che serve a misurare l'ossigeno nel sangue e il defibrillatore che dà la scossa.
SILVIA MAFFI
ALLARME! CODICE ROSSO, ARRIVA LA CROCE BIANCA
C'era un telo con dei gancetti ai lati, per permettere agli infermieri di trasportare più facilmente il ferito/malato poi c' erano garze di di tutte le forme e dimensioni.c' erano dei giocattoli per far tranquillizzare i bambini durante il viaggio in questo zaino c'è proprio tutto. Ero molto sorpreso da quanti oggetti ci fossero in quello zaino.
MATTEO MIGLIACCIO
QUALCOSA DI SICURO: LO SCOPRIRETE QUI
Poi ci hanno fatto salire sull' ambulanza e ci ha mostrato tutti strumenti in miniatura che poi avremmo visto in classe. Abbiamo osservato la bombola dell' ossigeno e la barella per fratture sia quelle per adulti sia quelle per bambini.
SARA
FAI QUELLO CHE SAI FARE E PUOI AIUTARE
Quel camioncino sembrava un negozio di antiquariato perchè era così piccolo e stretto, ma ogni cassetto che aprivi si trovava un tesoro.
ARIANNA
UN'AVVENTURA MOZZAFIATO
Mi è tornato alla mente quel giorno in cui ho usato personalmente l’ambulanza per raggiungere l’ospedale: non respiravo più e, dopo avermi dato l’ossigeno, avevo bisogno di essere ricoverato. Ero terrorizzato, non volevo salire, pregavo mia mamma di non portarmi in ospedale, anche se capivo pienamente che dovevo per forza andarci. Guardavo ogni parte dell’ambulanza e tremavo sempre di più. Temevo che i volontari li usassero tutti con me e la mia paura aumentava sempre di più. Stringevo fortemente la mano della mia mamma che, neanche per un attimo, la abbandonava: mi dava molta sicurezza e calmava la mia ansia che era alle stelle.
I VOLONTARI DELLA CROCE BIANCA
Di fianco al volante ci saranno stati circa 10 tasti il primo che schiacciò era quello della sirena che fece un rumore assordante.
In quel momento mi battè forte il cuore a pensare di essere una persona a rischio vita.
SIMONE
VITTORIO, FAUSTO, L'AMBULANZA E LO ZAINO
Infine ha fatto sentire la sirena dell'ambulanza; io la prima volta che l'ha suonata sono sobbalzato perchè non pensavo che fosse così forte, dopo ci ho fatto l'abitudine, infine ci ha fatto sedere sui sedili anteriori e ha provato ha chiamare il Quartier Generale della Croce Bianca che ci ha risposto con una vocina,poi ha riattaccato e siamo scesi.
NICOLO'
ESPERIENZA DA VIVERE
Tutto questo mi ha impressionato molto e mi ha fatto scoprire cose che non avevo la più pallida idea di cosa fossero.
Alla fine Vittorio e Fausto, con molta simpatia, ci hanno salutato e ci hanno detto:
<>
Lo hanno detto scherzosamente, come per dire che ci dovremo offrire come volontari alla Croce Bianca: forse lo faremo
ALICE
UNA VISITA DALLA CROCE BIANCA
La cosa più bella per me è stata salire sull' autoveicolo con la sirena e molti oggetti.
Dopo questa esperienza starò più attenta a dove metto i piedi e starò anche molto, ma molto attenta agli amici o ai parenti che mi stanno molto a cuore.
NOEMI
UN SOGNO AD OCCHI OCCHI APERTI
Non dimenticherò mai questa esperienza, perché ho sempre voluto sapere come le persone vengono, a volte, salvate da altre,UN SOGNO AD OCCHI APERTI.
VERONICA FORONI
UN VIAGGIO IN AMBULANZA
Alla fine ci ha dato un librettino con varie informazioni utili per chiamare il 112.
Ci sono molte immagini simpatiche, ma utili per capire; il protagonista era sempre lo stesso personaggio e io nella mia testa pensavo:
"Quante ne ha combinate !"
ELISA CESANA
UN SOCCORSO,UNA VITA
Sfortunatamente la giornata era finita e dovevamo andare in mensa.
L'ambulanza ad un certo punto ci fece come un salutino e i nostri mentori del soccorso sparirono in un simpatico nii- nooo...
RICCARDO BOTTARO
Lunedì 9 marzo dopo l'intervallo abbiamo avuto una lezione di PRIMO SOCCORSO.
OGNI GIORNO UN' AVVENTURA NUOVA
Ieri in una giornata e mi verrebbe da dire splendida,alle ore 10:20 hanno fatto il loro ingresso dalla porta due signori della Croce Bianca; noi sapevamo che dovevano arrivare,ma non conoscevamo com' era il loro aspetto fisico e cosa ci volevano mostrare.
NICOLE CASTEGNA
VITTORIO E FAUSTO: I VOLONTARI
Ieri alle 10:30 sono arrivati due volontari della CROCE BIANCA di Biassono.
Il più giovane si chiamava Vittorio ed era "soccorritore, autista."
Il più vecchio che si chiamava Fausto era solo volontario.
Erano vestiti con una tuta arancione, pensionati e molto seri.
LUCA CONTE
GLI EROI DELLA CROCE BIANCA
Avevano una divisa bellissima di un arancione fosforescente che sembrava il ferro ancora incandescente quando lo stanno lavorando
ELEONORA IONFRIDA
UN' ESPERIENZA DA VOLONTARIO
Sono entrati, si sono presentati e via subito con il lavoro.
Spiegavano in modo semplice e significativo, facevano i gesti con le mani.
In un primo momento mi annoiavo e me ne stavo lì imbambolata, poi piano piano mi interessavo di più.
EVA
UN'ESPERIENZA PER CRESCERE
Alla fine di tutta questa spiegazione mi sentivo più pesante di informazioni.
Secondo me si sono comportati meglio che potevano, avevano un linguaggio piuttosto semplice e per bambini erano anche allegri e simpatici.
ALYSSA CACIOPPO
UN GIORNO DI CROCE BIANCA
Sono venuti a farci una lezione per imparare come ti devi comportare se ti capita un incidente/infortunio;devi chiamare il 112 che ti mette in corrispondenza con i numeri 113,115,118, quando rispondono devi raccontare:
-Dove ti trovi
-Cos'è successo
-Quando è successo
-numero di persone coinvolte
-La persona se parla o no
-Età
GIULIA FAVORIDO
LA CROCE BIANCA E IL 112 CI AIUTANO TANTO
Parlando parlando e parlando ci fece fare una prova due volte.
La prima Giulia, Conte e Migliaccio.
Poi me, Eva e Riccardo.
Io feci il 112, Eva l'amica dell' infortunato e Riccardo la vittima.
E' stato interessante simulare una situazione di pericolo.
Facendo il 112 avevo l'impressione di poter salvare una vita umana.
Mi sentivo capace di aiutare le persone:era una bella sensazione.
E' stato molto utile.
ANDREA RESNATI
PERSONE AMMIRABILI
La parte che più mi ha accattivato è stato quando: una persona faceva il ferito, l' altra il suo amico e il terzo faceva la Croce Bianca.
Mi ha catturato particolarmente perchè mentre "recitavamo", imparavamo come comportarci durante una situazione grave, anche se eravamo bambini.
La voce dell' adulto durante certe situazioni mi faceva sentire sicura, perchè capivo che non ero sola.
FEDERICA CASSANMAGNAGO
UNA GIORNATA DI SOCCORSO
Poi ci spiegarono cosa significavano i codici ROSSO,VERDE,GIALLO.
VERDE significava non tanto grave quindi l'ambulanza poteva andare a velocità normale;
GIALLO voleva dire che era piuttosto grave e che l'ambulanza doveva sbrigarsi;
ROSSO significava sirene a tutto gas e via sparati perchè poteva essere anche mortale.
Poi un nostro compagno ci ha detto che c'erano anche altri due codici cioè ARANCIONE E NERO.
ARANCIONE voleva dire contaminato;
NERO significava che ormai era troppo tardi e che il malato era morto.
E' stato interessante sapere cosa significavano quei segni così in futuro se ne avremo bisogno, sapremo cosa vogliono dire.
SILVIA CHINELLO
GLI EROI DELLA STRADA!!
Sostengono che degli stupidi chiamano l'ambulanza per niente,ma se qualcuno è a rischio di vita l'ambulanza va da quelli che la chiamano per niente, quello che sta morendo deve aspettare, magari nel frattempo perde la vita!
A me questa cosa infastidisce molto, perché ci sono persone che non riflettono sulle conseguenze delle loro azioni.
LUCA D
UNA GIORNATA DA VOLONTARI
In seguito ci siamo divisi in due gruppi.
Io sono stata di sopra con Fausto e ci ha mostrato lo zaino del pronto soccorso contenente la garza,dei tubicini che servono quando a qualcuno va di traverso un cibo, l'ambu che serve per mandare ossigeno alla persona, il saturimetro che serve a misurare l'ossigeno nel sangue e il defibrillatore che dà la scossa.
SILVIA MAFFI
ALLARME! CODICE ROSSO, ARRIVA LA CROCE BIANCA
C'era un telo con dei gancetti ai lati, per permettere agli infermieri di trasportare più facilmente il ferito/malato poi c' erano garze di di tutte le forme e dimensioni.c' erano dei giocattoli per far tranquillizzare i bambini durante il viaggio in questo zaino c'è proprio tutto. Ero molto sorpreso da quanti oggetti ci fossero in quello zaino.
MATTEO MIGLIACCIO
QUALCOSA DI SICURO: LO SCOPRIRETE QUI
Poi ci hanno fatto salire sull' ambulanza e ci ha mostrato tutti strumenti in miniatura che poi avremmo visto in classe. Abbiamo osservato la bombola dell' ossigeno e la barella per fratture sia quelle per adulti sia quelle per bambini.
SARA
FAI QUELLO CHE SAI FARE E PUOI AIUTARE
Quel camioncino sembrava un negozio di antiquariato perchè era così piccolo e stretto, ma ogni cassetto che aprivi si trovava un tesoro.
ARIANNA
UN'AVVENTURA MOZZAFIATO
Mi è tornato alla mente quel giorno in cui ho usato personalmente l’ambulanza per raggiungere l’ospedale: non respiravo più e, dopo avermi dato l’ossigeno, avevo bisogno di essere ricoverato. Ero terrorizzato, non volevo salire, pregavo mia mamma di non portarmi in ospedale, anche se capivo pienamente che dovevo per forza andarci. Guardavo ogni parte dell’ambulanza e tremavo sempre di più. Temevo che i volontari li usassero tutti con me e la mia paura aumentava sempre di più. Stringevo fortemente la mano della mia mamma che, neanche per un attimo, la abbandonava: mi dava molta sicurezza e calmava la mia ansia che era alle stelle.
FEDERICO
Di fianco al volante ci saranno stati circa 10 tasti il primo che schiacciò era quello della sirena che fece un rumore assordante.
In quel momento mi battè forte il cuore a pensare di essere una persona a rischio vita.
SIMONE
VITTORIO, FAUSTO, L'AMBULANZA E LO ZAINO
Infine ha fatto sentire la sirena dell'ambulanza; io la prima volta che l'ha suonata sono sobbalzato perchè non pensavo che fosse così forte, dopo ci ho fatto l'abitudine, infine ci ha fatto sedere sui sedili anteriori e ha provato ha chiamare il Quartier Generale della Croce Bianca che ci ha risposto con una vocina,poi ha riattaccato e siamo scesi.
NICOLO'
ESPERIENZA DA VIVERE
Tutto questo mi ha impressionato molto e mi ha fatto scoprire cose che non avevo la più pallida idea di cosa fossero.
Alla fine Vittorio e Fausto, con molta simpatia, ci hanno salutato e ci hanno detto:
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Lo hanno detto scherzosamente, come per dire che ci dovremo offrire come volontari alla Croce Bianca: forse lo faremo
ALICE
UNA VISITA DALLA CROCE BIANCA
La cosa più bella per me è stata salire sull' autoveicolo con la sirena e molti oggetti.
Dopo questa esperienza starò più attenta a dove metto i piedi e starò anche molto, ma molto attenta agli amici o ai parenti che mi stanno molto a cuore.
NOEMI
UN SOGNO AD OCCHI OCCHI APERTI
Non dimenticherò mai questa esperienza, perché ho sempre voluto sapere come le persone vengono, a volte, salvate da altre,UN SOGNO AD OCCHI APERTI.
VERONICA FORONI
UN VIAGGIO IN AMBULANZA
Alla fine ci ha dato un librettino con varie informazioni utili per chiamare il 112.
Ci sono molte immagini simpatiche, ma utili per capire; il protagonista era sempre lo stesso personaggio e io nella mia testa pensavo:
"Quante ne ha combinate !"
ELISA CESANA
UN SOCCORSO,UNA VITA
Sfortunatamente la giornata era finita e dovevamo andare in mensa.
L'ambulanza ad un certo punto ci fece come un salutino e i nostri mentori del soccorso sparirono in un simpatico nii- nooo...
RICCARDO BOTTARO
| Tutti a visitare l'ambulanza! |
venerdì 27 febbraio 2015
mercoledì 21 gennaio 2015
Un incontro intenso
Ieri a scuola è venuta Rossana Ottolenghi, figlia di Becky Behar, per raccontarci delle persecuzioni vissute dalla sua famiglia da parte dei nazisti. Tutto questo nel programma delle iniziative legate al Giorni della Memoria. Questo incontro è stato organizzato dall' ANPI VERANO e dall'ANPI MACHERIO-SOVICO.
In questo video alcuni momenti intensi:
In questo video alcuni momenti intensi:
giovedì 18 dicembre 2014
COMPITI PER LE VACANZE NATALIZIE
COMPITI PER LE VACANZE NATALIZIE DI ITALIANO:
-studia a memoria la poesia scritta sul qu fucsia
- leggi il brano di
pag. 119 “Natale in casa” sussidiario linguaggi 5 rispondi sul qu fucsia alla
domanda scrivendo un testo
-leggi sullo stesso libro il brano di pag. 120 e rispondi
sul libro
-ripassa i verbi ai modi indicativo, congiuntivo e condizionale
puoi giocare anche http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/aquiverbi.html e http://digilander.libero.it/sussidi.didattici/grammaticale/cacciaverbi.html
-sul qu blu coniuga a tutti i tempi DEL CONGIUNTIVO E DEL CONDIZIONALE le
seguenti voci verbali:
SCRUTARE-TENDERE- SCOLPIRE
-sistema questa frase in struttura sul qu blu e fai analisi
logica e grammaticale
PER LA FESTA DI NATALE ABBIAMO PARTECIPATO AD UNA SUGGESTIVA
FIACCOLATA CON TUTTI GLI ALTRI ALUNNI DELLA NOSTRA SCUOLA
-per geografia http://www.pianetascuola.it/risorse/media/primaria/adozionali/su_giu_italia/home.htm POI http://www.ild.rai.it/giochi/fileapp/7/, http://www.giochi-geografici.com/giochi-geografia-Regioni-d-Italia-_pageid41.html trovi dei giochi per imparare i nomi delle regioni italiane
e molto altro.
AUGURO E TE E AI TUOI CARI
BUON NATALE E SERENO ANNO NUOVO
ROBERTA
venerdì 12 dicembre 2014
mercoledì 3 dicembre 2014
martedì 18 novembre 2014
L'evento del giorno
Quando utilizziamo il quaderno fucsia scriviamo l'evento del giorno cioè un fatto storico importante che ricerchiamo nel sito di Rai Storia alla sezione accadde oggi. Ma in questa giornata l'evento del giorno non sta scritto sul sito.
"I bambini più che informazioni, negli adulti cercano attenzione e punti di riferimento credibili. se si riesce ad interessarli, ad "attivarli" loro attraverso il gioco, la collaborazione reciproca, la forza del gruppo e l'utilizzo della enorme cultura latente che possiedono, sanno essere protagonisti" scrive P. Beneventi nel libro che ci ha consigliato Andreas "I bambini e l'ambiente".
Questo fatto straordinario che evoca l'ordinario si è verificato oggi in classe. Non si tratta di esplorazioni naturalistiche o di utilizzo di nuove tecnologie, ma di capacità di stare insieme e creare.
Già da un paio di settimane la classe era in fermento. Durante le pause piovose sia in mattinata che dopo pranzo, chiusi nella nostra angusta aula, la quasi totalità della classe si è ATTIVATA per preparare una drammatizzazione sul famosissimo mito di Teseo e il Minotauro. Non che tutti siano stati attori, ma un gruppo di loro si è occupato di organizzare, un gruppo di leggere, uno di recitare...con alunni che andavano e venivano nel gruppo flessibile, tra contrasti gestiti e superati in autonomia...poi oggi il grande giorno. Per me e per la collega della classe parallela (con cui cooperiamo strettamente da anni) era stata preparato un posto riservato con tanto di nome sulla sedia;sono stati invitati anche i ragazzi dell'altra quinta. Insomma con quattro sedie, un bastone e una felpa nera a far da vela, quattro braccia di due ragazze unite a fare il mare in cui precipitava Egeo disperato per la morte presunta del figlio, una coroncina di filo colorato che si trasformava nella costellazione di Arianna, un righello a far da spada che uccideva il Minotauro, ecco che tutto si trasformava nella magia del teatro: ciò grazie alla bravura degli attori, dei narratori, delle comparse, insomma di tutti i partecipanti compresi quegli organizzatori che sono stati dietro le quinte. E' stato davvero un gran bel momento che subito mi ha fatto ritornare alla mente le parole di Beneventi che ho riportato sopra. E' questa la vera soddisfazione e bellezza del nostro stare a scuola:vedere dopo cinque anni insieme che i ragazzi da soli fanno una roba così non fa che suscitare speranza in noi. Tutto il nostro lavoro improntato sulle relazioni "sul vedere l'altro con gli occhi del cuore"costruire gruppo, cooperazione, quella che con un parolone si definisce Inclusione, credo non abbia bisogno di monumentali dichiarazioni d'intenti. Qui si è realizzato tutto questo nella buona pratica quotidiana. Beh veramente una gran bella giornata che ricorderò per sempre.
"I bambini più che informazioni, negli adulti cercano attenzione e punti di riferimento credibili. se si riesce ad interessarli, ad "attivarli" loro attraverso il gioco, la collaborazione reciproca, la forza del gruppo e l'utilizzo della enorme cultura latente che possiedono, sanno essere protagonisti" scrive P. Beneventi nel libro che ci ha consigliato Andreas "I bambini e l'ambiente".
Questo fatto straordinario che evoca l'ordinario si è verificato oggi in classe. Non si tratta di esplorazioni naturalistiche o di utilizzo di nuove tecnologie, ma di capacità di stare insieme e creare.
Già da un paio di settimane la classe era in fermento. Durante le pause piovose sia in mattinata che dopo pranzo, chiusi nella nostra angusta aula, la quasi totalità della classe si è ATTIVATA per preparare una drammatizzazione sul famosissimo mito di Teseo e il Minotauro. Non che tutti siano stati attori, ma un gruppo di loro si è occupato di organizzare, un gruppo di leggere, uno di recitare...con alunni che andavano e venivano nel gruppo flessibile, tra contrasti gestiti e superati in autonomia...poi oggi il grande giorno. Per me e per la collega della classe parallela (con cui cooperiamo strettamente da anni) era stata preparato un posto riservato con tanto di nome sulla sedia;sono stati invitati anche i ragazzi dell'altra quinta. Insomma con quattro sedie, un bastone e una felpa nera a far da vela, quattro braccia di due ragazze unite a fare il mare in cui precipitava Egeo disperato per la morte presunta del figlio, una coroncina di filo colorato che si trasformava nella costellazione di Arianna, un righello a far da spada che uccideva il Minotauro, ecco che tutto si trasformava nella magia del teatro: ciò grazie alla bravura degli attori, dei narratori, delle comparse, insomma di tutti i partecipanti compresi quegli organizzatori che sono stati dietro le quinte. E' stato davvero un gran bel momento che subito mi ha fatto ritornare alla mente le parole di Beneventi che ho riportato sopra. E' questa la vera soddisfazione e bellezza del nostro stare a scuola:vedere dopo cinque anni insieme che i ragazzi da soli fanno una roba così non fa che suscitare speranza in noi. Tutto il nostro lavoro improntato sulle relazioni "sul vedere l'altro con gli occhi del cuore"costruire gruppo, cooperazione, quella che con un parolone si definisce Inclusione, credo non abbia bisogno di monumentali dichiarazioni d'intenti. Qui si è realizzato tutto questo nella buona pratica quotidiana. Beh veramente una gran bella giornata che ricorderò per sempre.
sabato 8 novembre 2014
venerdì 7 novembre 2014
martedì 28 ottobre 2014
sabato 25 ottobre 2014
L'asta delle storie
Giovedì 23 abbiamo vissuto una positiva esperienza di animazione della lettura grazie a Giancarlo Migliorati della Cooperativa Zeroventi. In questi tre video tutto il racconto del pomeriggio alla Biblioteca di Lissone.
mercoledì 22 ottobre 2014
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