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" Cos’è questo blog? Per me è il principale strumento di lavoro: ufficio, aula, bacheca, laboratorio, archivio, content management system, collegamento professionale, banco di scuola...qui c’è la mia identità. (Prof. Andreas Formiconi). Ho sempre fatto la maestra e ormai sono passati più di trent'anni. Sposata con Piero, due figli e ( per fortuna) ancora tanta voglia di fare per imparare il mio mestiere. Laureata in METODI E TECNICHE DELLE INTERAZIONI EDUCATIVE alla IULINE di Firenze:un'avventura che mi ha segnato nel profondo. Allora ho proseguito:MASTER di Primo Livello in Educazione e Formazione Pedagogia 2.0 e Laurea Magistrale in Innovazione Educativa ed Apprendimento Permanente..

lunedì 16 marzo 2015

Lunedì 9 marzo 2015

Quel giorno la Maestra Roberta era assente, per colpa di un esame, quindi noi raccontiamo l'esperienza che abbiamo vissuto: il POST di oggi lo scriviamo noi!
Lunedì 9 marzo dopo l'intervallo abbiamo avuto una lezione di PRIMO SOCCORSO.

OGNI GIORNO UN' AVVENTURA NUOVA
Ieri in una giornata e mi verrebbe da dire splendida,alle ore 10:20 hanno fatto il loro ingresso dalla porta due signori della Croce Bianca; noi sapevamo che dovevano arrivare,ma non conoscevamo com' era il loro aspetto fisico e cosa ci volevano mostrare.
NICOLE CASTEGNA

VITTORIO E FAUSTO: I VOLONTARI

Ieri alle 10:30 sono arrivati due volontari della CROCE BIANCA di Biassono.
Il più giovane si chiamava Vittorio ed era "soccorritore, autista."
Il più vecchio che si chiamava Fausto era solo volontario.
Erano vestiti con una tuta arancione, pensionati e molto seri.
LUCA CONTE

GLI EROI DELLA CROCE BIANCA

Avevano una divisa bellissima di un arancione fosforescente che sembrava il ferro ancora incandescente quando lo stanno lavorando
ELEONORA IONFRIDA

UN' ESPERIENZA DA VOLONTARIO
Sono entrati, si sono presentati e via subito con il lavoro.
Spiegavano in modo semplice e significativo, facevano i gesti con le mani.
In un primo momento mi annoiavo e me ne stavo lì imbambolata, poi piano piano mi interessavo di più.
EVA

UN'ESPERIENZA PER CRESCERE
Alla fine di tutta questa spiegazione mi sentivo più pesante di informazioni.
Secondo me si sono comportati meglio che potevano, avevano un linguaggio piuttosto semplice e per bambini erano anche allegri e simpatici.
ALYSSA CACIOPPO

UN GIORNO DI CROCE BIANCA 
Sono venuti a farci una lezione per imparare come ti devi comportare se ti capita un incidente/infortunio;devi chiamare il 112 che ti mette in corrispondenza con i numeri 113,115,118, quando rispondono devi raccontare:
-Dove ti trovi
-Cos'è successo
-Quando è successo
-numero di persone coinvolte
-La persona se parla o no
-Età
GIULIA FAVORIDO

LA CROCE BIANCA E IL 112 CI AIUTANO TANTO
Parlando parlando e parlando ci fece fare una prova due volte.
La prima Giulia, Conte e Migliaccio.
Poi me, Eva e Riccardo.
Io feci il 112, Eva l'amica dell' infortunato e Riccardo la vittima.
E' stato interessante simulare una situazione di pericolo.
Facendo il 112 avevo l'impressione di poter salvare una vita umana.
Mi sentivo capace di aiutare le persone:era una bella sensazione.
E' stato molto utile.
ANDREA RESNATI

PERSONE AMMIRABILI
La parte che più mi  ha accattivato è stato quando: una persona faceva il ferito, l' altra il suo amico e il terzo faceva la Croce Bianca.
Mi ha catturato particolarmente perchè mentre "recitavamo", imparavamo come comportarci durante una situazione grave, anche se eravamo bambini.
La voce dell' adulto durante certe situazioni mi faceva sentire sicura, perchè capivo che non ero sola.
FEDERICA CASSANMAGNAGO

UNA GIORNATA DI SOCCORSO
Poi ci spiegarono cosa significavano i codici ROSSO,VERDE,GIALLO.
VERDE significava non tanto grave quindi l'ambulanza poteva andare a velocità normale;
GIALLO voleva dire che era piuttosto grave e che l'ambulanza doveva sbrigarsi;
ROSSO significava sirene a tutto gas e via sparati perchè poteva essere anche mortale.
Poi un nostro compagno ci ha detto che c'erano anche altri due codici cioè ARANCIONE E NERO.
ARANCIONE voleva dire contaminato;
NERO significava che ormai era troppo tardi e che il malato era morto.
E' stato interessante sapere cosa significavano quei segni così in futuro se ne avremo bisogno, sapremo cosa vogliono dire.
SILVIA CHINELLO

GLI EROI DELLA STRADA!!
Sostengono che degli stupidi chiamano l'ambulanza per niente,ma se qualcuno è a rischio di vita l'ambulanza va da quelli che la chiamano per niente, quello che sta morendo deve aspettare, magari nel frattempo perde la vita!
A me questa cosa infastidisce molto, perché ci sono persone che non riflettono sulle conseguenze delle loro azioni.
LUCA D

UNA GIORNATA DA VOLONTARI
In seguito ci siamo divisi in due gruppi.
Io sono stata di sopra con Fausto e ci ha mostrato lo zaino del pronto soccorso contenente la garza,dei tubicini che servono quando a qualcuno va di traverso un cibo, l'ambu che serve per mandare ossigeno alla persona, il saturimetro che serve a misurare l'ossigeno nel sangue e il defibrillatore che dà la scossa.
SILVIA MAFFI

ALLARME! CODICE ROSSO, ARRIVA LA CROCE BIANCA
C'era un telo con dei gancetti ai lati, per permettere agli infermieri di trasportare più  facilmente il ferito/malato poi c' erano garze di di tutte le forme e dimensioni.c' erano dei giocattoli per far tranquillizzare i bambini durante il viaggio in questo zaino c'è proprio tutto. Ero molto sorpreso da quanti oggetti ci fossero in quello zaino.
MATTEO MIGLIACCIO

QUALCOSA DI SICURO: LO SCOPRIRETE QUI
Poi ci hanno fatto salire sull' ambulanza e ci ha mostrato tutti strumenti in miniatura che poi avremmo visto in classe. Abbiamo osservato  la bombola dell' ossigeno e la barella per fratture sia quelle per adulti sia quelle per bambini.
SARA

FAI QUELLO CHE SAI FARE E PUOI AIUTARE
Quel camioncino sembrava un negozio di antiquariato perchè era così piccolo e stretto, ma ogni cassetto che aprivi si trovava un tesoro.
ARIANNA

UN'AVVENTURA MOZZAFIATO
Mi è tornato alla mente quel giorno in cui ho usato personalmente l’ambulanza per raggiungere l’ospedale: non respiravo più e, dopo avermi dato l’ossigeno, avevo bisogno di essere ricoverato. Ero terrorizzato, non volevo salire, pregavo mia mamma di non portarmi in ospedale, anche se capivo pienamente che dovevo per forza andarci. Guardavo ogni parte dell’ambulanza e tremavo sempre di più. Temevo che i volontari li usassero tutti con me e la mia paura aumentava sempre di più. Stringevo fortemente la mano della mia mamma che, neanche per un attimo, la abbandonava: mi dava molta sicurezza e calmava la mia ansia che era alle stelle.
FEDERICO

I VOLONTARI DELLA CROCE BIANCA
Di fianco al volante ci saranno stati circa 10 tasti  il primo che schiacciò era quello della sirena che fece un rumore assordante.
In quel momento mi battè forte il cuore a pensare di essere una persona a rischio vita.
SIMONE

VITTORIO, FAUSTO, L'AMBULANZA E LO ZAINO
Infine ha fatto sentire la sirena dell'ambulanza; io la prima volta che l'ha suonata sono sobbalzato perchè non pensavo che fosse così forte, dopo ci ho fatto l'abitudine, infine ci ha fatto sedere sui sedili anteriori e ha provato ha chiamare il Quartier Generale della Croce Bianca che ci ha risposto con una vocina,poi ha riattaccato e siamo scesi.
NICOLO'

ESPERIENZA DA VIVERE
Tutto questo mi ha impressionato molto e mi ha fatto scoprire cose che non avevo la più pallida idea di cosa fossero.
Alla fine Vittorio e Fausto, con molta simpatia, ci hanno salutato e ci hanno detto:
<>
Lo hanno detto scherzosamente, come per dire che ci dovremo offrire come volontari alla Croce Bianca: forse lo faremo
ALICE

UNA VISITA DALLA CROCE BIANCA
La cosa più bella per me è stata salire sull' autoveicolo con la sirena e molti oggetti.
Dopo questa esperienza starò più attenta a dove metto i piedi e starò anche molto, ma molto attenta agli amici o ai parenti che mi stanno molto a cuore.
NOEMI

UN SOGNO AD OCCHI OCCHI APERTI
Non dimenticherò mai questa esperienza, perché ho sempre voluto sapere come le persone vengono, a volte, salvate da altre,UN SOGNO AD OCCHI APERTI.
VERONICA FORONI

UN VIAGGIO IN AMBULANZA
Alla fine ci ha dato un librettino con varie informazioni utili per chiamare il 112.
Ci sono molte immagini simpatiche, ma utili per capire; il protagonista era sempre lo stesso personaggio e io nella mia testa pensavo:
"Quante ne ha combinate !"
ELISA CESANA

UN SOCCORSO,UNA VITA
Sfortunatamente la giornata era finita e dovevamo andare in mensa.
L'ambulanza ad un certo punto ci fece come un salutino e i nostri mentori del soccorso sparirono in un simpatico nii- nooo...
RICCARDO BOTTARO

Tutti a visitare l'ambulanza!


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